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Quanto tempo serve per scrivere i contenuti di un blog aziendale? [tecniche di copywriting]

tempo scrittura contenuti blog

Un blog aziendale funziona in base alla validità dei suoi contenuti.

Contenuti che:

  • parlano la lingua del cliente
  • risolvono un suo problema
  • gli permettono di acquisire tutte le informazioni che cerca
  • trasmettono fiducia
  • rendono personale il vostro approccio

Questa è la teoria.

La pratica assomiglia invece a questa serie di azioni:

  • aprire il PC
  • iniziare a scrivere
  • cercare una fonte
  • riscrivere una parte che non convincere
  • rileggere da capo
  • editare
  • ricercare un’immagine
  • cambiare idea sul titolo
  • correggere un paragrafo
  • inserire una nota che si è trovata all’ultimo momento
  • rileggere da capo
  • scovare i refusi
  • pubblicare

Ho descritto schematicamente l’ipotetica stesura di un’articolo (non prendermi alla lettera). Non l’ho fatto per darti un metodo di lavoro, ma per sottolineare punto cruciale: scrivere richiede TEMPO (e non smetterà mai di richiedere il tuo tempo).

Il fattore tempo è quindi il vero punto critico per imprese e professionisti perché pensare di dedicare del tempo alla scrittura dei contenuti sembra fare cortocircuito con le nostre abitudini di vita e lavorative che non ci lasciano un minuto libero.

Per questo motivo ho chiesto l’aiuto di alcuni colleghi che abitualmente producono contenuti per il web (prevalentemente per il proprio blog aziendale) per analizzare come strumenti e approcci differenti possano aiutarci a risparmiare del tempo prezioso.

Mi sono fatto aiutare da Leonardo Bellini, Tiziano Fogliata, Luca Nicola, Mirko Saini e Alessandro Scuratti. A tutti ho posto le stesse domande.

1. Quanto tempo dedichi alla scrittura?

2. Che strumenti utilizzi per la realizzazione dei contenuti?

3. Quali sono gli ostacoli principali che incontri?

4. Che soluzioni hai individuato per ridurre gli sprechi di tempo?

5. Sapresti quantifica la mole di contenuti per il web che scrivi ogni settimana tra social media, blog, clienti ecc?

6. Che suggerimenti daresti a chi pur non avendo un trascorso da professionista della scrittura abbia l’esigenza di scrivere contenuti per il web (per il proprio blog o sito)?

 

Leonardo BelliniLeonardo Bellini
Scrive abitualmente su digitalmarketinglab.it, su LinkedIn Pulse e saltuariamente sul blog di SocialMinds.it
Inoltre pubblica contenuti anche sulla fanpage DigitalMarketingLab e di SocialMinds

1. Purtroppo non riesco ad essere costante come vorrei, per cui anche il computo del tempo dedicato alla scrittura è variabile. Mediamente direi 4-5 ore alla settimana.

2. Se sono in ufficio scrivo direttamente su WordPress, su cui sono basati tutti i miei siti. Se sono in mobilità tipicamente mi prendo un appunto anche su carta (Moleskine) oppure utilizzo l’applicazione Note per iPad. Ho provato anche ad usare l’app. WordPress per iPad ma con scarso successo, scrivere su carta o tramite un semplice Notes (come EverNote) mi aiuta a non distrarmi.

3. Per la finalizzazione e la pubblicazione del post (es. scelta ed eventuale modifica dell’immagine in evidenza, inserimento dei tag, inserimento informazioni sui vari Plugin SEO) mi occorre però avere a disposizione un laptop o un desktop.

4. A volte utilizzo software per Mappe Mentali (il mio preferito è MindNodePro) perché mi aiuta a creare un filo logico e a dare una struttura organica al mio post. Apparentemente può sembrare un passaggio in più, in realtà mi permette dopo di scrivere i contenuti con maggiore velocità e a non saltare passaggi logici.
Per quanto riguarda la scelta e la personalizzazione delle immagini sto utilizzando Canva, uno strumento molto potente, rapido e facile da usare per creare e modificare le immagini di copertina per ciascun post.

5. Tipicamente 3-4 post lunghi alla settimana, 2-3 post al giorno sulla mia fanpage www.facebook.com/digitalmarketunglab

6. In generale credo che darsi regole e crearsi un momento “dedicato” alla scrittura possa essere un’abitudine salutare; per esempio:

– 10 minuti la mattina per scorrere la “rassegna stampa” Io utilizzo Feedly, un RSS Feed reader, che ha sostituito Google reader in termini di utilità ed efficienza. Mi annoto alcuni temi su cui vorrei scrivere un post o un commento.
– 30 minuti prima di pranzo per scrivere un post. Mediamente non impiego più di 30 minuti per scrivere un post.
– 10 minuti per amplificare e condividere i contenuti sui canali social (proprietari e non) e per gestire e rispondere eventuali commenti
Insomma credo che con un po’ di allenamento basti meno di 1 ora al giorno :-)

 

Tiziano FogliataTiziano Fogliata
Scrive principalmente sul suo blog personale Fogliata.net e Motoricerca, un blog dedicato al mondo della SEO e del digital marketing.

1. Nelle condizioni ideali, mediamente ​dedico ​circa 3/4 ore alla settimana per la scrittura e preparazione dei post da pubblicare sui miei blog.​
​Discorso diverso invece per quel che riguarda il tempo medio di preparazione di un post che, nel caso di post legati a notizie di attualità può essere anche solo di 15/20 minuti, mentre per i post più elaborati possono passare anche 10/15 giorni dalla prima stesura alla pubblicazione.

2. La maggior parte dei post, li scrivo direttamente utilizzando l’editor di WordPress. Non è raro comunque che inizi a scrivere un post su iPad​, utilizzando un’app chiamata By w​ord, molto ​comoda per la scrittura su tablet. Google Drive invece lo utilizzo nel caso in cui abbia la necessità di condividere il contenuto con qualcuno prima della pubblicazione.
Quando invece si tratta di bozze o​ di tenere traccia di alcune idee per i post futuri preferisco utilizzare Evernote.
L’uso di carta e penna invece non l’ho mai considerato, ma semplicemente perché sono pigro e non mi va di fare il lavoro due volte.
Ritengo però piuttosto irrilevante l’uso di uno strumento piuttosto che un altro dal punto di vista della produttività per quel che riguarda la scrittura dei contenuti. Lo strumento che trovi più comodo, è sempre quello migliore.

3. ​​Riuscire a trovare il tempo e le condizioni ideali per la scrittura conciliandoli con gli altri impegni lavorativi è spesso una bella sfida. Considerando però che sui miei blog scrivo essenzialmente per passione, non avverto la presenza di ostacoli particolari. Il discorso chiaramente è completamente diverso per chi invece ha l’esigenza o l’obbligo di produrre un determinato numero di contenuti ogni giorno.

4. La principale perdita di tempo può essere sicuramente la cosiddetta sindrome della pagina bianca. Ossia tutti quei minuti passati a fissare il cursore lampeggiante o a girovagare in Rete in cerca di un’ispirazione per scrivere un post. Chiaramente questo rappresenta un grave problema quando si è obbligati a produrre una determinata quantità e qualità di contenuti.
Prendere nota di tutte quelle idee che passano per la testa e usare strumenti come Pocket, Pinboard, Evernote … per tenere traccia delle informazioni potenzialmente utili, è sicuramente il modo migliore per non restare mai a secco di benzina ed evitare quindi di sprecare il tempo scrutando il soffitto o aspettando che l’ispirazione cada dal cielo 😉
​Mantenersi in allenamento con la scrittura è anche il miglior metodo per non dipendere troppo dall’ispirazione.

6. Soprattutto per quel che riguarda un blog aziendale, dotarsi di un calendario editoriale e pianificare per tempo i contenuti da pubblicare può essere un valido aiuto. In questo modo è possibile riservare in anticipo del tempo da dedicare alla scrittura ed evitare quindi un continuo senso di urgenza o la necessità di trovare necessariamente qualcosa da pubblicare sempre all’ultimo minuto. Un qualunque metodo di programmazione delle attività consente inoltre di ritagliarsi degli spazi per la scrittura, piuttosto che confinare tale compito nei ritagli di tempo tra le varie attività quotidiane.
L’obiettivo ideale sarebbe poi quello di riuscire a trasformare la forma mentis dal “devo scrivere” al “voglio scrivere”. Tale cambio di atteggiamento è in grado di generare un incredibile balzo in avanti sia in termini di produttività sia per quel che riguarda la qualità dei contenuti.

 

Luca NicolaLuca Nicola
Scrive principalmente sul suo blog personale Mela N e cura alcune pagine FB e due blog per un’azienda che opera nel settore Healthcare.

1. Una parte della giornata. Alla stesura di articoli affianco un costante lavoro di ricerca, per cui scrivo molti appunti.

2. Fogli word, appunti su carta e su Evernote.

3. Sostanzialmente due. Il primo è personale: cerco sempre di controllare le fonti e lo stile di scrittura, due operazioni che fatalmente richiedono tempo e attenzione. Il secondo è (o può essere) legato al cliente: a volte capita che non arrivino le segnalazioni/informazioni di base per la stesura di un articolo o il processo di revisione e di approvazione di un post richieda giorni o, addirittura, settimane.

4. La soluzione è migliorare il livello di organizzazione nel mio lavoro personale e nel rapporto con il cliente. E capire quando è il caso di accelerare, muovendomi con tempestività.

5. Non è facile dare una risposta precisa. Continuo a lavorare molto anche come copywriter “tradizionale”, ma l’attività legata al content marketing è in costante aumento. Al momento siamo a un fifty/fifty, ma il sorpasso è imminente.

6. Il mio suggerimento è molto classico, ovvero curare con grande attenzione la stesura di un piano editoriale. E poi dedicare tutto il tempo necessario alla raccolta preliminare delle informazioni: spesso si cede alla tentazione di mettersi a scrivere subito, sulle ali dell’entusiasmo, senza aver terminato la fase preparatoria. Ecco, tutto questo, il più delle volte, si traduce in una grande perdita di tempo.

 

mirko sainiMirko Saini
Scrive un solo post a settimana sul suo blog Webcentrica e sulla piattaforma di blogging interna a LinkedIn, Pulse. A breve sarà online anche con il blog Linkedincaffe.it

1. Almeno 4 ore totali a settimana
2. Io sono un malato di Evernote. In questo momento per esempio questa bozza la sto scrivendo qui. Io raccolgo appunti, idee, note, pagine di siti, fonti, immagini tutto in Evernote.

3. Solo il tempo. Ne avessi di più probabilmente scriverei e pubblicherei di più. Magari toccando altri argomenti.

4. Oltre a segnarmi tutti gli spunti e le idee appena mi vengono in Evernote (ho l’app anche sul cellulare), programmo la mia agenda e la rispetto in modo maniacale. Se ho segnato che tutti i mercoledì dalle 7 alle 11 sono dedicati alla scrittura, non c’è nulla che possa distogliermi. È come se avessi fissato un appuntamento con un cliente. Quel tempo è occupato, gli altri impegni andranno fissati in altri momenti.

5. Oltre al mio blog e a Pulse. Difficile. Il resto varia in funzione delle news che apprendo quotidianamente

6. Premettendo che io sono quanto di più distante dalla figura del professionista direi di seguire questi consigli.

  1. Seleziona le fonti e leggi. Mezz’ora al giorno tutti i giorni.
  2. Impara a segnarti tutto. Mai rimandare. C’è il rischio che l’idea sfugga.
  3. Impara ad ascoltare il tuo pubblico. È facile che i suggerimenti su cosa scrivere arrivino da li.
  4. Si sistematico. impara a ritagliarti momenti per la scrittura. Impara a farne un appuntamento fisso.

 

alessandro scurattiAlessandro Scuratti
Come web writer scrive principalmente su siti-blog dei clienti e sul suo blog personale www.comunicaresulweb.com.

1. In media, dedico sei ore giornaliere alla scrittura su circa nove ore lavorative al giorno.

2. In linea di massima, scrivo direttamente sul CMS (WordPress) oppure su Word. Poi, Excel è utilissimo per tener traccia dei vari calendari editoriali e delle keyword che ottimizzo in chiave SEO nei singoli contenuti.

3. L’ostacolo principale alla scrittura è reperire informazioni, nel caso in cui debba scrivere di un argomento che non padroneggio. In casi simili, il tempo dedicato al reperimento e all’organizzazione delle informazioni supera ampiamente il tempo dedicato alla scrittura dei contenuti che le riguardano.

4. Un metodo su tutti: scrivere di getto, senza preoccuparmi della correttezza formale di ciò che sto scrivendo. Questo mi permette di creare rapidamente l’ossatura del contenuto. Solo in un secondo momento rivedrò il testo, per sistemare le frasi e la loro concatenazione logica, ed eventualmente per integrare il testo con approfondimenti. In breve: scrivo l’articolo grezzo e poi procedo con il labor limae. Al contrario, scrivere cercando da subito la forma definitiva mi rallenta, mi toglie concentrazione, mi fa fare più fatica.

5. A livello di articoli per siti e blog, ne scrivo circa quindici-venti la settimana. Scrivo in genere contenuti di non meno di mille parole e tutti ottimizzati in chiave SEO. Per quanto riguarda gli aggiornamenti di stato sui vari social network, ne pubblico diverse decine ogni giorno.

6. Per essere veloci è indispensabile sapere bene che cosa si vuol ottenere: solo se sai qual è la tua meta il viaggio procede in maniera spedita. Pertanto, occorre che tu scriva una scaletta del contenuto, un po’ come si faceva a scuola con i temi in classe. La scaletta è indispensabile per avere una traccia da seguire, evitando la paralisi da foglio bianco e procedendo lungo un filo logico sequenziale.
Poi ripropongo la tecnica di cui parlavo prima: scrivere di getto, e solo successivamente correggere. Costruisci la massa grossolana del tuo articolo, e pensa solo in seguito a rifinirlo.
Da ultimo, il mio consiglio è quello di scrivere con regolarità. La scrittura è come la forma fisica: migliora con l’allenamento. Ecco, anche se non sei un creatore di contenuti professionista, dacci dentro. In breve, vedrai tu stesso quanti progressi riuscirai a ottenere.
 

 

Cosa hai imparato per migliorare la tua scrittura?

Spero che i consigli di questi 5 professionisti del web ti abbiano fornito qualche spunto utile per ottimizzare la tua produzione di contenuti e permetterti di scrivere per il tuo blog senza sprechi di tempo. Vuoi aggiungere la tua esperienza diretta? Fallo qui sotto nei commenti, sarà sicuramente utile!

 

Corso blog aziendali

Perché non hai bisogno di “copywriting” sul tuo blog aziendale

copywritingScrivere su un blog aziendale richiede dei bravi copywriter?
Il copywriting fine a sé stesso fa davvero poco quando si parla di blog aziendali.

Ok facciamo una premessa usando segnali luminosi per non vedenti e chiariamo subito che è necessario:

  • scrivere in italiano corretto
  • dare una forma comprensibile ai tuoi contenuti
  • avere la pazienza di rileggere i tuoi testi per correggere eventuali refusi
  • rendere i contenuti fruibili al lettore (semplici da comprendere come spiego qui)

Tutto questo ha a che fare con l’essere un bravo copywriter?

A me sembrano le basi di una normale comunicazione che avviene in forma scritta.
Le stesse regole che avresti utilizzato 50 anni fa per inviare lettere commerciali da Milano a Roma.

Di quale copywriting si parla allora?

Esistono in realtà una serie di accortezze che riguardano il mezzo che stai utilizzando (ecco perché in alcuni casi si fa riferimento alla disciplina del web writing).

Facciamo anche qui alcune precisazioni con i segnali luminosi già utilizzati sopra:

  • se vuoi che Google comprenda la pertinenza dei tuoi contenuti con i prodotti / servizi che vendi devi sforzarti di mantenere un focus su quell’argomento
  • parla la lingua del lettore (utilizza i termini che il lettore utilizza per identificare le caratteristiche dei tuoi prodotti o servizi)
  • il web è ricco di distrazioni, se il lettore non percepisce velocemente l’utilità di quello che scrivi non finisce di leggere perché c’è sempre qualcosa di più interessante a portata di click (evita di fargli perdere tempo)

Questo è copywriting avanzato?

A me sembrano regole di buon senso che considerano semplicemente il mezzo utilizzato e di conseguenza si adeguano.

Ad esempio: se scrivo una pubblicità per la radio (dove non posso utilizzare elementi visuali) probabilmente utilizzerò il nome del brand in quei punti del messaggio pubblicitario che più facilmente restano impressi nella testa dell’ascoltatore. Questo per fare in modo che chi ascolta associ facilmente il messaggio al brand in questione.

Copywriting avanzato o buon senso?

Le cose migliori che ho letto su un blog aziendale erano scritte da persone che conoscevano bene le esigenze del cliente e parlavano direttamente a lui affrontando il problema senza giri di parole.

Il copywriting che funziona su un blog aziendale è questo: concreto, diretto e preciso (preciso nell’individuare un problema percepito, nel fornire la soluzione e nel rivolgersi nel modo appropriato al cliente tipo)

Hai bisogno di creatività, copywriting non convenzionale o ispirazione per fare questo?

Ho cercato di spiegare questo concetto in questo video che spero possa esserti utile nel caso in cui anche tu ti stia chiedendo “ma devo diventare un copywriter professionista per scrivere sul blog aziendale?”

Ovviamente non è il fatto di saper scrivere come un copy professionista il limite, ma la mancanza di sensibilità che impedisce di vedere le cose per come stanno.

Essere un bravo copywriter (web writer meglio ancora) è un vantaggio a patto che ci sia la volontà di comprendere le esigenze del mezzo che si utilizza (il blog) e lo scopo di una comunicazione affidata a un blog aziendale..

Le aziende scelgono di comunicare attraverso i nuovi media per ottenere risultati, per questo:

  • Un post non è “bello”, un post converte
  • Il lettore decide, chi scrive si adegua
  • Devi testare le sue reazioni e accettare la realtà (anche se hai letto che Ogilvy diceva che…)
  • Non è una competizione creativa, in alcuni casi paga una soluzione più ordinaria o banale (fattene una ragione)

Cosa ti serve per far funzionare davvero il tuo blog aziendale

Individuare il giusto target, definire obiettivi e mettere a fuoco gli argomenti che lo fanno reagire vale più di un esercito di copywriter.

È il lavoro che faccio con i miei clienti e che ho deciso di rendere disponibile a piccoli gruppi di persone con il workshop di blog aziendali.

Scopri come partecipare al prossimo workshop per iniziare a scrivere sul tuo blog aziendale pensando ai risultati →

P.S. per non perdere gli altri video iscriviti subito al canale YouTube di Blog Aziendali

Quanto bisogna scrivere su un blog aziendale? Poco.

scrivere tanto

Un trucco per scrivere meglio?
Comincia scrivendo tanto.

Non farlo sul tuo blog aziendale però.
Infatti l’equazione scrivi tanto e ottieni risultati non funziona se non includi l’elemento “scrivi bene”.

Scontato, ma non troppo, visto che è sempre più diffusa l’idea che scrivere tanto sia l’elemento portante per gestire un blog aziendale con successo.

Non funziona, non ha funzionato per i blog che ho gestito per decine di clienti e non funziona nemmeno per quei colleghi con cui mi sono confrontato sull’argomento con dei dati alla mano – ragionando sui risultati.

Perché ti hanno spiegato di scrivere tanto?

1. Il copy va di moda
Ne parla principalmente chi con i contenuti non genera clienti.
Ne parla chi ama i contenuti e ama scrivere, ma aiutare le aziende a generare nuovi clienti grazie ai contenuti di un blog non ha a che fare con l’amore per il copywriting. Ha a che fare con i risultati. Scrivi e i lettori si convertono in clienti = funziona. Non è difficile.

Mi riferisco a quello scenario semplice e definito: un’azienda con un prodotto o un servizio e un potenziale pubblico da raggiungere attraverso contenuti ospitati sul blog aziendale.

2. Content Curation
Qualcuno lo fa con successo – vero – utilizzando una precisa strategia di content marketing, la content curation (molto diffusa all’estero).
Trasformare il tuo blog in un media di settore è un’ottima strategia, ma costosa (se vuoi strutturarla nel modo corretto), con risultati a medio lungo termine e adatta solo a certi modelli di business. Insomma non per tutti (specialmente non per le PMI italiane).

3. Una strategia con le palle! (e col blocchetto degli assegni)
Qualcuno lo fa con successo parlando in prima persona e comunicando in maniera costante e consistente – quindi scrivendo tanto. Come per il punto 2 la situazione si adatta poco al nostro contesto se prima non risolviamo 3 problemi che bloccano la strada a qualsiasi iniziativa di comunicazione strutturata seriamente. Mi riferisco ai 3 porcellini strategia, budget e competenze. Senza questi 3 elementi, scrivere tanto significa pubblicare contenuti al kg. Esattamente quello che non funziona.

Fai un test: cosa tra i contenuti presenti in questo momento sul tuo blog aziendale è superfluo, poco utile al lettore, inutilmente ripetitivo… Non hai trovato niente? Non sei uno che scrive più del dovuto, bravo. In caso contrario avrai un quadro preciso di cosa significhi scrivere tanto.

Conviene scrivere poco?

Sì. Conviene investire in pochi contenuti focalizzati sul tuo target, con un messaggio chiaro e scritti da professionisti.
Ogni alternativa che aumenti la quantita di testo a discapito degli elementi appena citati sarà controproducente.

IN SINTESI: scrivere tanto aumenta i risultati quando è possibile mantenere uno standard alto (parli al tuo target, produci un messaggio semplificato, coordini le tue risorse con una strategia chiara, traduci ogni contenuto in un elemento di utilità per chi legge). Scrivere tanto a prescindere no!

La pensi diversamente e credi che scrivere più contenuti possa comunque aiutare un blog aziendale a generare risultati? Parliamone nei commenti!

Spinta o aiutino: il tuo copywriting fa leggere o incazzare?

Copywriting per blog aziendaliSpesso la premessa di alcuni blog post è quella di essere brevi, per “farti risparmiare tempo”.
È una balla. Un vecchio trucco che tu conosci e a cui fingi di credere.
La cosa però non ti fa arrabbiare perché tutto sommato è un altro il punto che ti interessa: trovare qualcosa di utile e trovare quello che cerchi.
La funzione del copywriting in questo è vitale, ma utilizzarlo nel modo errato può produrre la sgradevole conseguenza di fare arrabbiare il tuo lettore – prima legge e poi si incazza.

Me ne accorgo in prima persona leggendo ogni giorno molti blog (italiani e stranieri) e anche se 2 cose le ho capite, ci casco sempre.
Mea Culpa.

Il fatto è semplice: promettere qualcosa che non manterrai con il solo scopo di far leggere il tuo articolo a qualcuno non è una tattica vincente.
Tu però vuoi fare lo scivolo come ti ha insegnato Joe Sugarman e te la giochi nell’headline, nel primo paragrafo, nella foto ecc perché devi “convertire”, devi far leggere, devi fare numeri con il tuo post…

Se alla fine il lettore non trova quello che gli hai promesso, converti solo il suo malumore e perdi la sua fiducia.

Quindi, fai in modo che il pubblico legga quello che hai da dire, ma non a tutti i costi!
Te lo dico chiaramente, se stai scrivendo per il tuo blog aziendale (o se stai pagando qualcuno per farlo) assicurati che la scrittura sia adatta al contesto: è content marketing non pubblicità o marketing a risposta diretta!

Il marketing di contenuti lavora a medio-lungo termine per questo guardare gli accessi di analytics non è un buon metodo per misurare l’efficacia della tua comunicazione.

Per non ritrovarti a contare solo gli accessi di lettori arrabbiati tieni a mente che:

● stai cercando di ottenere la loro fiducia, non la carta di credito

● stai utilizzando un media proprietario – il tuo blog!
(chi “entra” lo fa per scelta e non puoi comunicare come se il tuo fosse uno spot TV da 15” in cui ti giochi tutto)

● pensa alla diffusione, è così che diventi social!
(se trovo interessante quello che hai scritto lo condividerò, non avviene se fai una headline furba seguita da un mix di luoghi comuni sull’argomento trattato)

● sfrutta le chiamate all’azione CTA per offrire valore (la tua email in cambio di TANTO VALORE) è il modo migliore per fare lead generation

● risolvi un problema o indica la risorsa adatta a quello scopo (questo è l’elemento più potente, quello che fa la DIFFERENZA)

La confusione legata a come comunicare su un blog aziendale per ottenere risultati nasce perché:

→ si pensa al blog come un mezzo pubblicitario o di vendita
→ si ha la necessità di mostrare (non portare) risultati in azienda

Ecco perché capire quale strategia di comunicazione utilizzare su un blog aziendale (cosa dire e come) e imparare a misurare i risultati (calcolare il ROI) sono 2 aspetti vitali per non ritrovarsi a buttare soldi in un’attività inutile.
Come scrivere, cosa dire e come misurare con precisione il ROI del tuo blog aziendale saranno alcuni degli argomenti della prossima edizione del corso di Blog Aziendali.

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