7 errori per distruggere il tuo blog aziendale

written by Alessio Beltrami on May 8, 2012 in Gestione Blog with 12 comments

Gli elementi che determinano il successo di un blog aziendale, non hanno a che fare con aspetti tecnici, così come gli errori che possono decretarne il fallimento. Nel bene e nel male l’HTML non c’entra.
Ho cercato di individuare gli errori più comuni (e più dannosi) che corriamo il rischio di fare quando decidiamo di aprire un blog aziendale.

Errori comuni quando si apre un blog aziendale

1) Adsense
Sembra incredibile, eppure non sono poche le aziende che decidono di inserire pubblicità a pagamento all’interno del loro blog.
Esiste un modo più facile per farsi del male?
Ora ti chiedo, essendo la pubblicità di Adsense contestuale ai contenuti del blog, di che natura saranno gli ads che appariranno all’interno dei nostri post? Concorrenti, competitors, la concorrenza!
Scelta consigliata solo in casi di estremo altruismo :)

2) Moderazione dei commenti
Se vogliamo sentire cosa hanno da dire i lettori (potenziali clienti) dobbiamo farli parlare.
Qua di solito parte la sfilza di “Ma, Se, Però…” seguiti da una lista chilometrica di paranoie.
Se hai paranoie sulle attività sleali della concorrenza, non fare un blog e per essere più sicuro togli anche i tuoi contatti da pagine gialle e da ogni elenco pubblico, questo ti garantirà l’anonimato necessario a non essere spiato e danneggiato dalla concorrenza.
Dovrai solo risolvere il problema di trovare clienti, ma credo che tu abbia trovato una soluzione anche a questo… :)
I commenti non si moderano ad esclusione di casi eccezionali come offese e provocazioni gratuite.

3) Non dare risposta ai commenti
Se li facciamo parlare, ma non li ascoltiamo, potrebbe essere anche peggio.
È come istituire un Numero Verde a cui non risponde nessuno.
Non che la risposta debba essere immediata, ma se passano settimane (mesi?) senza che nessuno si degni di rispondere c’è qualcosa che non va.

4) Pubblicazione non costante
Le settimane e i mesi non possono essere uno standard anche nella pubblicazione e nell’aggiornamento dei contenuti.
Il blog non è uno strumento statico, necessita di nuovi contenuti periodicamente.
Arrivare sul blog e vedere l’ultimo post datato settembre 2009 non è certo un buon biglietto da visita.

5) Effetto fotocopia
Per quale motivo dovrei visitare un blog aziendale se riporta le stesse identiche 4 cose scritte anche sul sito aziendale, su Facebook e sulle brochure stampate in quadricromia?
Hai una possibilità unica di creare confronto con i clienti su tematiche che riguardano la tua azienda e i tuoi prodotti/servizi senza cadere nel solito schemino pomposo che piace tanto al tuo ufficio stampa (noi siamo, noi facciamo, da 4 generazioni…).
Il blog non è il posto per il solito monologo autocelebrativo.

6) Offerte e proposte commerciali
“Il blog è mio e me lo gestisco io” sembrano pensare tante aziende e in mancanza di contenuti, perché non farcire i post con promozioni, offerte e pubblicità?
Mi sembra un’ottima idea, magari sottolineando il fatto che “Qualità, convenienza e cortesia” vi contraddistinguono.
N.B. il punto 6) usa dell’ironia come figura retorica: consiste nell’affermare qualcosa che è esattamente il contrario di ciò che si vuole intendere.

7) Ignorare condivisione e interazione sui social network
Come ho già detto più volte il blog necessita dei social network (e loro del blog). Questo perché i contenuti che abbiamo prodotto con tanto impegno per il nostro blog aziendale, possono trovare la migliore visibilità se condivisi. Dobbiamo permettere che questo accada, diffondendoli attraverso i canali dei social network e favorendone la diffusione grazie a semplici tools di condivisione integrabili all’interno del post. Tra i tanti, Share This è un ottimo esempio.

Spero mi perdonerai se sono stato un po’ pungente in questo post e se così non fosse vorrà dire che non la vediamo allo stesso modo su cosa dovrebbe essere, fare e produrre un blog aziendale.

Purtroppo ho individuato questi 7 punti grazie alla mia esperienza diretta e al confronto con tanti colleghi.
Se hai testimonianze dirette di situazioni simili, o vuoi semplicemente dire la tua, questo è il posto migliore per farlo!

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Papà di Matilde e Ludovico, sposato con Marica. Aiuto aziende e professionisti a trovare nuovi clienti senza investire in pubblicità. Lo faccio definendo un messaggio chiaro e mirato al cliente tipo e costruendo una strategia di diffusione che sfrutta il blog aziendale come strumento portante. I miei attrezzi da lavoro sono content marketing e brand positioning.