7 errori per distruggere il tuo blog aziendale
Gli elementi che determinano il successo di un blog aziendale, non hanno a che fare con aspetti tecnici, così come gli errori che possono decretarne il fallimento. Nel bene e nel male l'HTML non c'entra.
Ho cercato di individuare gli errori più comuni (e più dannosi) che corriamo il rischio di fare quando decidiamo di aprire un blog aziendale.
A rendere "dannoso" il contributo del blog, sono alcune scelte (o mancanze) che ho sintetizzato in questo elenco.
1) Adsense
Sembra incredibile, eppure non sono poche le aziende che decidono di inserire pubblicità a pagamento all'interno del loro blog.
Esiste un modo più facile per farsi del male?
Ora, essendo la pubblicità di Adsense contestuale ai contenuti del blog, di che natura saranno gli ads che appariranno all'interno dei nostri post? Saranno i nostri competitor!
Scelta consigliata solo in casi di estremo altruismo nei confronti della concorrenza.
2) Moderazione dei commenti
Se vogliamo sentire cosa hanno da dire i nostri lettori (potenziali clienti) dobbiamo farli parlare.
Qua di solito parte la sfilza di "Ma, Se, Però…" seguiti da una lista chilometrica di paranoie.
Se hai paranoie sulle attività sleali della concorrenza, non fare un blog e per essere più sicuro togli anche i tuoi contatti da pagine gialle e da ogni elenco pubblico, questo ti garantirà l'anonimato necessario a non essere spiato e danneggiato dalla concorrenza.
Dovrai solo risolvere il problema di trovare clienti, ma credo che tu abbia trovato una soluzione anche a questo…
I commenti non si moderano ad esclusione di casi eccezionali come offese e provocazioni gratuite.
3) Non dare risposta ai commenti
Se li facciamo parlare, ma non li ascoltiamo, potrebbe essere ancora peggio.
E' come istituire un numero verde a cui non risponde nessuno.
Non che la risposta debba essere tempestiva, ma se passano settimane (mesi?) senza che nessuno si degni di rispondere c'è qualcosa che non va.
4) Pubblicazione non costante
Le settimane e i mesi non possono essere uno standard anche nella pubblicazione e nell'aggiornamento dei contenuti.
Il blog non è uno strumento statico, necessita di nuovi contenuti periodicamente.
Arrivare sul blog e vedere l'ultimo post datato settembre 2009 non è certo un buon biglietto da visita.
5) Effetto fotocopia
Per quale motivo dovrei visitare un blog aziendale se riporta le stesse identiche 4 cose scritte anche sul sito aziendale, su Facebook e sulle brochure stampate in quadricromia?
Hai una possibilità unica di creare confronto con i clienti su tematiche che riguardano la tua azienda e i tuoi prodotti/servizi senza cadere nel solito schemino pomposo che piace tanto al tuo ufficio stampa (noi siamo, noi facciamo, da 4 generazioni ecc ecc).
Il blog non è il posto per il solito monologo autocelebrativo.
6) Offerte e proposte commerciali
"Il blog è mio e me lo gestisco io" sembrano pensare tante aziende e in mancanza di contenuti, perché non farcire i post con promozioni, offerte e pubblicità?
Mi sembra un'ottima idea, magari sottolineando il fatto che "Qualità, convenienza e cortesia" vi contraddistinguono.
N.B. il punto 6) usa dell'ironia come figura retorica: consiste nell'affermare qualcosa che è esattamente il contrario di ciò che si vuole intendere.
7) Ignorare condivisione e interazione sui social network
Come ho già detto più volte il blog necessita dei social network (e loro del blog). Questo perché i contenuti che abbiamo prodotto con tanto impegno per il nostro blog aziendale, possono trovare la migliore visibilità se condivisi. Dobbiamo permettere che questo accada, diffondendoli attraverso i canali dei social network e favorendone la diffusione grazie a semplici tools di condivisione integrabili all'interno del post. Tra i tanti, Share This è un ottimo esempio.
Spero mi perdonerai se sono stato un po' pungente in questo post e se così non fosse vorrà dire che non la vediamo allo stesso modo su cosa dovrebbe essere, fare e produrre un blog aziendale.
Purtroppo ho individuato questi 7 punti grazie alla mia esperienza diretta e al confronto con tanti colleghi.
Se hai testimonianze dirette di situazioni simili, o vuoi semplicemente dire la tua, questo è il posto migliore per farlo!
sottolineo il punto 5, che è quello più pesante
Verissimo Federica, i blog "fotocopia" sono un pericolo sempre in agguato dietro l'angolo, specialmente per quelle imprese che non considerano di investire nella creazione di contenuti di valore.
Ottimi consigli davvero, in particolare quello al numero 3!! Per avere una buona interazione, il modo migliore è rispondere ai commenti dei lettori, altrimenti passiamo per coloro che sono del tutto estranei a quello che si sta trattando nel blog..
Sembra assurdo Martina, eppure non sono pochi i casi di blog aziendali che non rispondono ai commenti dei lettori (clienti) .
Ciao. MI è piaciuta molto la parte del post sulla paura della concorrenza, che sembra essere un po' la declinazione web del vizio italico di badare soltanto al proprio orticello. Io credo che sia un atteggiamento completamente inutile, dannoso sia per l'azienda che per il sistema economico in generale. Mi disse una volta un imprenditore romano: "Io non li registro i brevetti, tanto tempo che me li faccio approvà che i cinesi me l'hanno già copiati". Parole sagge, forse non applicabili a tutti i contesti ma che potrebbero aiutarci a cambiare mentalità. La condivisione e la creazione di un network non sono pericoli, ma risorse. Questo è il motivo per cui nel blog aziendale che gestisco parlo spesso dei prodotti della concorrenza, e lo faccio senza alcun timore e senza paura che il mio capo mi rimproveri.
Tornando al tuo post, mi sono venuti in mente altri due problemini relativi ai blog in azienda:
1) blog scritti male. Sembra una cosa scontata, ma a volte a mancare è proprio l'ABC
2) blog "vampiro", ovvero blog che succhiano contenuti già letti e riletti senza aggiungere nulla di nuovo
Ciao e grazie
Ciao Laura,
grazie del prezioso contributo e della tua testimonianza.
Interessanti i punti aggiungi, il primo non l'ho affrontato per non addentrarmi in quel campo minato dove si decreta cosa sia contenuto di valore e di qualità e cosa no… ho preferito delegare al buon senso – e se manca anche quello, va da sé che qualsiasi regola diventa inutile.
Per il tuo secondo punto, il blog vampiro, spero non esistano blog aziendali che succhiano contenuti in giro per la rete (o peggio dalla concorrenza) per spacciarli poi come propri, ma temo una tua risposta affermativa
Grazie ancora del tuo post
A presto
Vorrei aggiungere un punto: gli errori di ortografia e i refusi. Può capitare ogni tanto di invertire le lettere per la fretta nello scrivere, ma gli errori di ortografia e grammatica non sono tollerabili, tanto più in un blog aziendale! prima di pubblicare un post è utile farlo leggere a qualcun altro o rileggerlo dall'ultima parola alla prima, come si faceva con i temi al liceo.
Thanx, ottimo post, mi ha fatto sia ridere che riflettere. Cambierò sicuramente il punto 3 del mio blog: non ci avevo mai pensato.
Grazie Paolo! Non è la "bibbia" ma aiuta